Frequenze immagini,
come riconoscerle

L'insufficiente attenuazione delle frequenze immagini è un fattore comune a molti ricevitori, negli scanner portatili a causa della carenza di informazioni che contraddistingue le caratteristiche riportate nei manuali d'uso la situazione è ancora più critica. In mancanza di dati e valori certi vi è infatti il problema, eminentemente pratico, di riuscire a distinguere se un segnale che stiamo ascoltando è attivo nella frequenza da noi sintonizzata, come dovrebbe, oppure deriva da una frequenza immagine. Soprattutto chi è alle prime esperienze nel mondo del radioascolto può essere tratto in inganno ritenendo di avere captato un segnale che invece opera su tutt'altro canale radio. La situazione è complicata dal fatto che ogni modello di scanner è diverso sotto questo profilo. Poniamo l'esempio di usare un portatile di marca AOR sintonizzato sui 135,225 MHz in AM. Un tipico ascolto in banda aeronautica dunque. Essendo il ricevitore a tripla conversione (ottima configurazione) con la 1° media frequenza (MF) a 243,950 MHz, la 2° a 21,700 MHz e la 3° a 450 KHz avremmo una serie di traslazioni come da figura 1.


[Figura 1] Le tre conversioni di frequenza entro lo scanner

Le frequenze immagini, ovvero dove l'apparato si trova a ricevere dei segnali pure essendo sintonizzato altrove, sono di ordine multiplo per un esempio come questo. Ogni conversione per sua natura aggiunge complessità al fenomeno, alla fine considerando pure il contributo dovuto alle prime armoniche del sintetizzatore che genera i segnali di conversione ecco che avremmo una molteplicità di immagini su canali quali:

      91,825 MHz
    134,325 MHz
    514,400 MHz
    623,125 MHz
    .... eccetera
La gran parte di queste immagini sono comunque attenuate a tal punto da non causare effettivi disturbi. Ne permangono però alcune, fortunatamente poche, che presentandosi con una reiezione anche modesta fanno credere all'utilizzatore dello scanner di aver centrato una emissione mentre in realtà il canale è silente e ciò che si ascolta sta trasmettendo su altra frequenza. Come riconoscere questi segnali indesiderati? La prima regola concerne l'intensità dei segnali: le immagini sono sempre ricevute attenuate e dunque di raro danno indicazioni significative sull'S-meter dello scanner, inoltre sono stabili ovvero non presentano fluttuazioni e/o sovrapposizioni tipiche invece delle intermodulazioni - una diversa categoria di componenti spurie. La seconda regola è di tipo operativo: qualora si ascolti un radiotaxi sulla banda dei 65 MHz, che in Italia non è dedicata ai servizi PMR civili, vi è un chiaro indizio che stiamo captando una trasmissione che invece impiega (poniamo) la banda dei 163 MHz. La terza regola ha valenza generale: entro una data banda dove l'elettronica dell'apparato adotta una modalità di funzionamento continua la distanza tra frequenza immagine e frequenza reale rimane sempre la stessa. Chiariamo il tutto con un esempio.

Ascoltiamo in FM sui 382.125 MHz un radioamatore che apparentemente impegna un ponte radio. Se dopo un lungo ascolto il segnale non pare affetto da distorsioni o evanescenze sospette possiamo in prima istanza scartare che si tratti di una intermodulazione. Sapendo poi che le bande radioamatoriali più prossime sono sui 145 e 430 MHz vi è un evidente sospetto che ci suggerisce di controllare su queste porzioni. Rilevando infine che l'emissione reale è sui 431.225 MHz calcoliamo che la differenza vale 431.225 - 382.125 = 49.100 MHz, prendendo nota di questa cifra qualora in una diversa occasione ascolteremo un segnale dubbio su 412.500 MHz potremmo verificare immediatamente la sua "autenticità" sintonizzandoci 49.100 MHz sopra.

Perchè appaiono questi segnali?
Per comprendere le ragioni che portano nel vostro apparato le emissioni fantasma riconducibili alle frequenze immagini leggete la pagina in cosa consistono

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