Propagazione via cortine aurorali,
caratteristiche di questo fenomeno ionosferico nelle bande VHF e UHF

Il sole fa giungere fino a noi una grande quantità di particelle elettricamente cariche in forma di plasma, questo è il vento solare che giungendo nelle vicinanze della terra ne deforma il campo magnetico. Una parte di queste particelle convogliate dalle linee di forza del campo finiscono in modo indiretto con il raggiungere la ionosfera attorno ai poli geomagnetici che per il nostro emisfero è la verticale della Groenlandia sulle coordinate di circa 78,5° Nord e 69° Ovest. La maggiore densità di ionizzazione si ha in una zona a forma di toro (ovvero a ciambella) centrata su questo punto che nei normali periodi di attività si estende in larghezza tra i 67° ed i 75° di latitudine geomagnetica con una maggiore estensione dal lato non illuminato del pianeta. Queste sono le cortine aurorali responsabili nel visibile del conosciuto fenomeno delle aurore che tanto rendono spettacolare il cielo dei paesi nordici in alcune notti dell'anno. In occasione di una particolare attività solare si ha una maggiore ionizzazione di queste fasce della ionosfera, con un allargamento verso Sud causa di un aumento della densità di particelle cariche a valori tali da consentire riflessioni di segnali radio sull'intera banda VHF ed in parte di quella UHF fino a circa 500 MHz.

Tali riflessioni di tipo diffuso avvengono ad una quota comparabile con quella dello strato E, in casi eccezionali la presenza delle cortine aurorali consente a stazioni italiane di ascoltare o comunicare con una regione a medie latitudini europee nella fascia che unisce la Francia alla Russia.

Il modo propagativo via cortine aurorali ha notevoli potenzialità, tuttavia è da rimarcare che l'intensità dei segnali è tipicamente di basso livello, affinchè se ne possa sfruttare le aperture si deve disporre di un apparato di buona sensibilità connesso ad una antenna direttiva di medio guadagno come può essere una Yagi, l'angolo d'incidenza deve inoltre essere prossimo allo zero ovvero radente l'orizzonte. Per quanto detto sono i radioamatori che riescono a gestire al meglio tali condizioni con antenne specifiche per la banda operativa nonchè modi (modulazione SSB con larghezza di banda di poco oltre 2 KHz) che offrono un rapporto segnale/rumore più vantaggioso. Quanti invece sono attivi con ascolti casuali tramite uno scanner e ricercano, ad esempio, comunicazioni di ponti radio civili (modulazione FM con larghezza di banda sui 15 KHz) avranno poche occasioni per riconoscere che è in atto una riflessione via cortine aurorali.

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