Propagazione via E-sporadico,
caratteristiche di questo fenomeno ionosferico nella banda VHF

Lo strato E-sporadico (indicato anche con la sigla Es) è un fenomeno che si presenta nella ionosfera in concentrazioni di nubi sottili ad alta densità di ionizzazione e di superficie limitata. In queste formazioni abbastanza comuni nel periodo tra Maggio ed Ottobre, ma comunque possibili in ogni periodo dell'anno, la frequenza critica è più alta di quella che si riscontra nello strato E normale potendo raggiungere valori che crescendo con l'abbassarsi dell'angolo di riflessione toccano i 200 MHz, dunque ben entro la banda VHF. Il meccanismo responsabile della formazione nella regione E di tale evento ha un andamento imprevedibile e irregolare per quanto riguarda i tempi ed i modi in cui si manifesta, da questo il nome di sporadico. Quando si verificano queste condizioni sono possibili collegamenti fino a distanze sull'ordine dei 2000 km con possibilità che sono inversamente proporzionali alla frequenza, se cioè gli eventi Es sono ad esempio riscontrabili con relativa facilità sui 30 MHz lo sono molto di meno sui 50 MHz per diventare una rarità sui 144 MHz. Bande queste dei radioamatori che sperimentano con continuità i collegamenti a lunga distanza (DX).

Le condizioni ambientali più adatte affinchè si verifichino eventi di questo tipo sembrano essere un'area di bassa pressione che venga a trovarsi fra due fronti freddi, a tali situazioni corrisponderebbero venti vorticosi nell'alta atmosfera che soffiando contemporaneamente in direzioni opposte, con piccole differenze di quota, darebbero luogo ad agglomerati sottili di cariche elettriche con valori di densità superiori alla media. Non si può prescindere comunque dall'attività di ionizzazione della radiazione solare che è un elemento la cui presenza è indispensabile, motivo per il quale le manifestazioni di E-sporadico si concentrano nell'arco diurno fino al tramonto.

Le comunicazioni che si avvalgono di questo tipo di propagazione avvengono comunemente su medie distanze, normalmente superiori ai 500 km, e avendo come riferimento il nostro Paese coinvolgono solitamente la parte centro - nord europea. I segnali più frequenti giungono ad esempio dalla Francia.

Il monitoraggio di emissioni che arrivano a noi tramite Es risulta caratterizzato da una variabilità nel tempo come risultato dell'evolversi del fenomeno. Una comunicazione in tali condizioni può durare da pochi minuti ad alcune ore e spesso si rivela selettiva nei confronti delle località interessate al contatto. Per consentirvi di visualizzare mentalmente il fenomeno E-sporadico pensate ad un'area riflettente di modesta estensione, ma molto efficiente, che si crea a metà strada tra voi ed i segnali che riuscite a ricevere. Quando con uno scanner ascoltate un CB dall'Irlanda sui 27 MHz oppure una stazione del servizio autostradale francese sui 35 MHz l'area Es risulta attiva grossomodo nel punto mediano del percorso. Altra importante peculiarità di questo modo propagativo concerne l'intensità dei segnali, per la gran parte sono di forte livello e ciò permette di sperimentare alcuni ascolti pure disponendo di una stazione radio (scanner ed antenna) di scarse prestazioni.

Stazioni aeronautiche, l'elenco delle frequenze!
Località per località i singoli canali radio utilizzati dagli impianti di comunicazione in aeroporti, nel controllo del traffico aereo, per i VOLMET meteorologici, i servizi di radio-navigazione. Il libro copre sia l'Italia che le confinanti Slovenia, Austria e Confederazione Elvetica.


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Le gamme di frequenza prese in esame sono tutte quelle destinate alle comunicazioni aeronautiche in fonia e dati, sia civili che non, ovvero di 108 › 137 MHz, 138 › 144 MHz, 230 › 400 MHz e 960 › 1215 MHz. Una raccolta esaustiva che non ha riscontri in altri testi.

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