Scala S,
lo standard per la misura dell'intensità di un segnale radio

I ricevitori radio integrano nella quasi totalità uno strumentino oppure degli elementi su display dedicati a rendere conto dell'intensità che contraddistingue il segnale sintonizzato. Le caratteristiche di questi strumenti possono essere molto diverse, per questo nel rispondere al quesito specifico di un appassionato un'altra pagina di questo sito approfondisce l'argomento nei dettagli. Qui ci interessa entrare nel merito della scala "S" ovvero a cosa corrispondono in termini di tensione i punti 1, 2, 3 ... 9 e 9+ che ci vengono mostrati dagli S-meter. L'indicazione fornita in linea di principio segue difatti una precisa convenzione, uno standard cioè che fa corrispondere ai punti della scala un determinato livello di intensità all'ingresso antenna sulla tipica impedenza di 50 ohm:

Punti "S"
Tensione
(su bande inferiori a 30 MHz)
Tensione
(su bande superiori a 30 MHz)
1
0,2 uV (microVolt)
0,02 uV (microVolt)
2
0,4 uV (microVolt)
0,04 uV (microVolt)
3
0,8 uV (microVolt)
0,08 uV (microVolt)
4
1,5 uV (microVolt)
0,15 uV (microVolt)
5
3,1 uV (microVolt)
0,3 uV (microVolt)
6
6.2 uV (microVolt)
0,6 uV (microVolt)
7
12,5 uV (microVolt)
1,2 uV (microVolt)
8
25 uV (microVolt)
2,5 uV (microVolt)
9
50 uV (microVolt)
5 uV (microVolt)
9 + 10 dB
158 uV (microVolt)
15 uV (microVolt)
9 + 20 dB
500 uV (microVolt)
50 uV (microVolt)
9 + 30 dB
1,5 mV (milliVolt)
158 uV (microVolt)
9 + 40 dB
5 mV (milliVolt)
500 uV (microVolt)

Questa tabella, od una sua parte, la ritrovate in svariati siti internet. Ma attenzione, nel consultarla si deve tenere conto di un paio di aspetti che non sempre vengono posti nella dovuta evidenza. Nell'ordine:

  • Perchè vi sono due scale S?
    Quando venne creato lo standard il cuore delle comunicazioni radio riguardava le bande HF. Su queste frequenze il rumore di fondo è spesso elevato e dunque aveva pieno significato pratico iniziare ad evidenziare le frazioni di microVolt (uV) rinunciando a valori inferiori. Per tali bande tutt'ora si considerano le cifre di tensione che potete leggere nella colonna di sinistra. In tempi relativamente più recenti l'uso delle V/UHF fece emergere altre necessità, su queste bande infatti il rumore di fondo è nettamente più contenuto e pertanto si ha modo di confrontarsi con segnali di debole intensità. Da qui per frequenze maggiori di 30 MHz la convenzione adotta le cifre di tensione che potete leggere nella colonna di destra.
Da quanto detto un ricevitore od uno scanner che copre l'ampio intervallo da 100 KHz a 1.3 GHz, per fare un esempio, dovrebbe idealmente commutare tra i due formati alla transizione tra HF e V/UHF. Come probabilmente già avete intuito sono una rarità gli apparati che integrano questa caratteristica, ne consegue che verosimilmente un dato modello proporrà uno S-meter che approssima solo una delle scale lasciando alla diversa sensibilità degli stadi RF modificare in un senso o nell'atro le cifre visualizzate in funzione della frequenza.
  • Gli strumenti S-meter sono comunque ben tarati?
    In realtà solo un numero limitato di apparati propone uno strumentino che mostra correttamente l'intera dinamica dei livelli di intensità. Nella maggior parte dei ricevitori invece vi è un grado di approssimazione che può essere anche grande, almeno in un segmento della scala. Come ci si può attendere poi gli apparati economici soffrono degli errori maggiori.
Ne deriva che difficilmente si potrà fare un confronto diretto tra apparati diversi, se uno di questi segna S5 un'altro potrebbe verosimilmente indicare nelle stesse condizioni S3 oppure S7. Fate dunque attenzione a non costruire discussioni su efficacia di antenne e simili fidando, ciecamente, sulle indicazioni fornite. Naturalmente se disponete di un ricevitore che opera quale vero strumento di misura, e ve ne sono, potete ricavarne delle informazioni sufficientemente precise da consentirvi utili analisi sul segnale.
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