Spurie mute,
cosa sono i segnali artefatti che invadono il vostro scanner

Tutti gli scanner incorporano dei circuiti che generano dei segnali RF a frequenza fissa oppure variabile. Tipico esempio della prima categoria è l'oscillatore a quarzo che fornisce il clock per il microcontrollore dedicato alla gestione di input, display ed impostazioni componenti. Nella seconda categoria vi è l'oscillatore locale VCO di prima conversione realizzato solitamente con un sintetizzatore PLL. Non è raro che in un ricevitore vi siano diversi di tali oscillatori a volte facenti capo ad un singolo master da cui si derivano gli altri. Nel complesso le frequenze di funzionamento, con le rispettive armoniche, coprono con segnali discreti una estesa gamma che dalle centinaia di KHz va oltre il GHz.

L'elettronica negli scanner per installazione fissa, quelli da tavolo per intenderci, dispone di uno spazio interno che permette di separare e schermare i diversi stadi sensibili. Al contrario negli apparati portatili il ridotto ingombro rende le interazioni difficili da minimizzare. In misura diversa è comunque inevitabile che taluni segnali creati entro il ricevitore vadano ad accoppiarsi con i primi stadi RF (il front-end dell'apparato) venendo percepiti ed elaborati come una emissione reale mentre sono invece il risultato di un artefatto di origine circuitale. Queste componenti vengono identificate con il termine spurie mute poichè appaiono, all'ascoltatore, come portanti prive di modulazione. Comprensibilmente tali spurie disturbano l'uso dello scanner, è quindi utile sia dare un giudizio quantitativo sul fenomeno che evidenziare i possibili rimedi. Come elemento di partenza vediamo quanto incidono le spurie nel concreto:

  • Apparati portatili
    La differenza tra i diversi modelli è spesso radicale. Non solo cambiano il numero e l'ampiezza delle spurie ma pure, in funzione della configurazione adottata per la conversione, anche in quali porzioni di frequenze si concentrano i disturbi. Quale esempio il VR-500 della YAESU da una analisi diretta mostra che tra 108-174 MHz, la banda VHF dove operano i servizi civili, nautici, aeronautici ed i radioamatori, vi sono appena 5 frequenze dove fanno capolino le spurie e sempre con una intensità che nella pratica determina unicamente un aumento del rumore di fondo. Si può affermare pertanto che l'apparato per i cultori del radioascolto anche DX è ottimo sotto questo aspetto. Analizzando il comportamento tra 430-470 MHz, la banda UHF dove operano i servizi civili ed i radioamatori, vi sono 17 spurie su altrettante frequenze con una intensità tale nel caso limite che raggiunge i due terzi dello s-meter. Chiaramente il canale radio dove cade la spuria citata essendo occupato da un segnale fittizio rende pressochè impossibile seguire una comunicazione che ha luogo sulla medesima frequenza.
     
  • Apparati fissi
    Qui la differenza tra i modelli non è sovente elevata ed il comportamento è genericamente buono. Quale esempio il IC-R7100 della ICOM sugli intervalli tra 108-174 e 430-470 MHz manifesta solamente una spuria capace di deflettere l'ago dello strumento s-meter. Il livello di questo ricevitore è d'altronde ben conosciuto e testimoniato dagli appassionati. L'ascolto delle porzioni di maggiore interesse in VHF quanto UHF è di conseguenza praticamente libero da artefatti.
Altra questione, come ridurre gli inconvenienti creati dalle spurie. Come già indicato i segnali traggono origine dallo stesso apparato e dunque non è possibile eliminarne completamente la presenza, fortunatamente in alcune circostanze il problema può essere aggirato con efficacia. Queste le tecniche:
  • Uso di una antenna esterna
    I meccanismi che portano alla diffusione indesiderata dei segnali generati dagli oscillatori entro uno scanner sono molteplici, ad esempio attraverso le linee di alimentazione per difetto di filtraggio, per accoppiamento capacitivo tra le piste dello stampato, eccetera. In certe situazioni i segnali trovano la via preferenziale di ingresso nell'antenna stessa presente sull'apparato, portatili in pmimis dunque. Verificare se questo accade è semplice, sintonizzato lo scanner su una frequenza incriminata si toglie di seguito l'antenna in dotazione e se la spuria svanisce oppure si riduce in modo significativo si ha prova del punto debole nel sistema. La soluzione risiede nell'installare l'antenna lontano dalla radio collegandola con un adatto cavo schermato intestato alle estremità con connettori maschio/femmina del tipo (BNC, SMA) richiesto.
     
  • Corretta sintonia
    Non tutte le spurie hanno frequenza fissa, questo significa che spostando la sintonia di (poniamo) 3 KHz più in alto la componente di disturbo potrebbe (ad esempio) spostarsi 6 KHz più in basso. In altri termini una portante muta che prima occupava il centro del canale ora è spostata di 9 KHz ossia oltre il bordo del passa-banda che delimita la selettività tanto da venire attenuata. E' un fenomeno poco noto poichè si ha l'abitudine impostando lo scanner per passi di 12.5 KHz, come è tipico per la ricerca di stazioni PMR / ponti radioamatoriali, di non avere percezione di tale slittamento. Gli appassionati con maggiore esperienza consigliano di provare ad impostare un passo di sintonia fine e di muovere la frequenza entro pochi KHz così che l'emissione captata rimanga sostanzialmente entro la larghezza di banda del filtro con la spuria che, nei casi fortunati, va a cadere oltre.
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